Sarebbe una buona idea, se il nostro sistema fosse capitalista. Abbiamo pensato per decadi che la volgare contraffazione del capitalismo di stato sovietico fosse comunismo; nei paesi dei compagni di letto dei governi russi abbiamo voluto credere lo stesso; contemporaneamente, ci siamo bevuti la storia che il nostro regime fosse capitalista. Se la facciamo troppo tecnica, rischiamo di scivolare nell'errore nel quale siamo stati indotti volutamente dalle élite al potere, da sempre.
Limitiamoci ad un paio di aspetti imprescindibili del concetto stesso di capitalismo, anche se sappiamo che ognuno ne ha dato la sua interpretazione in tempi diversi e per sviste diverse. Caratteristica del capitalismo è la proprietà privata (dove il termine "privata" è participio passato del verbo privare, e cioè: togliere, togliere ad altri) dei mezzi di produzione e la libertà d'iniziativa economica. Discende da qui che il lavoro dipendente viene organizzato dai proprietari dei mezzi di produzione. Sulla libera iniziativa economica possiamo dire che i proprietari dei mezzi di produzione sarebbero liberi di fare ciò che vogliono con tali mezzi: comprarli, utilizzarli, venderli, affittarli, e via così; però devono fare i conti con la libertà di mercato, che non ha nulla a che vedere con la libertà di fare e disfare sui mezzi di produzione. E' evidente che chi non possiede mezzi di produzione non ha libertà di disporne e non può fare altro che vendere il proprio lavoro, che è una delle risorse di cui dispone chi dispone a proprio piacimento, e dipendere dalla volontà dei propri padroni. La libertà dei padroni, tuttavia, di disporre dei mezzi di produzione e della produzione a piacere, è sottomessa ad un sistema di rapporti economici che viene detto mercato. In generale, si crede che, laddove il governo faccia pochi interventi di politica economica, si possa avere una prevalenza di liberismo e di orientamento capitalista. Senza entrare nei dettagli degli interventi della politica economica italiana - la quale, se vista in senso tecnico, vedrebbe arrestati tutti i gli esponenti dei vari consigli dei ministri degli ultimi 55 anni per il reato di bancarotta fraudolenta - bisognerebbe oggi apprendere che esistono altri poteri, assai più pericolosi dei pupi al governo, i quali han ben veramente la possibilità di influenzare il mercato in modo drammatico; possono determinare, e determinano, le crisi, deliberatamente, controllando il sistema monetario. Di queste famiglie al potere abbiamo nomi e cognomi; ma da cosa nasce la loro pazzia? Perché dovrebbero divertirsi a far perdere il lavoro a milioni di persone con cadenza sistematica? La loro pazzia nasce dall'impegno che han preso a mantenere le gerarchie sociali. La condizione perché tali famiglie possano dominare è che vi sia povertà e che tele povertà sia pianificata. Nelle società "avanzate" come la nostra il problema della povertà non è sentito come in quella moltitudine di paesi i cui cittadini sono ridotti in carestia dalle corporazioni multinazionali. Tuttavia i livelli di consumo e il tenore di vita vengono mano a mano compressi anche da noi. Venti anni fa con l'inflazione al 19% e uno stipendio da fame, si potevano fare spese quattro volte superiori rispetto ad oggi. Oggi ci prendono per il culo dichiarando che l'inflazione è solo al 1,5% ma ci siamo dimenticati il rapporto con la lira. E' vero che l'inflazione è bassa, proprio perché quelle famiglie, di cui parlavamo di sopra, han inventato una moneta unica con la quale si sono cancellati tutti i valori precedenti di inflazione che essi stessi hanno creato. Ora l'inflazione la calcoliamo sulla base di una moneta rivalutata, e costantemente rivalutata, fin da quando ne è stata imposta la circolazione. Grazie al cazzo che l'inflazione è bassa se la moneta viene rivalutata; ma il potere di acquisto di trenta euro rimane molto al di sotto delle 60 mila lire.
Questo sistema delle corporazioni, teorizzato in termini espliciti per la prima volta proprio da Benito Mussolini, in tempi moderni, ha come obiettivo implicito quello di mantenere i livelli di povertà, fermare la capacità di crescita delle imprese e degli individui, mantenere ferme le distinzioni della gerarchia sociale. La crisi di oggi, per esempio, nasce dalle smodate manovre di cassa delle banche centrali (il Tremonti ne ha fatto accenno durante una conferenza, senza spiegare di che parlava, un mese o due fa facendole risalire al 2007) e l'inflazione del dollaro - che è iniziata ben prima, visto che nel 2001 un USD valeva 2250 lire italiane - ne è la conseguenza drammatica. Non sono incidenti. Può sembrare folle un ragionamento del genere ed è sotto gli occhi di tutti tranne che degli economisti; ma non è altrettanto folle concepire che le banche centrali siano delle aziende - NON di stato - i cui proprietari sono sconosciuti? Non è pazzesco sapere, per esempio, che non si sa chi sia il proprietario di Bankitalia? Bankitalia stampa denaro e lo presta al governo in cambio di interesse. Il sistema monetario è regolato ufficialmente da condotte penalmente illecite e il fatto che sia sempre stato così è uno dei tanti misteri della fede;
Per oggi diciamo che il nostro sistema è controllato da entità sconosciute (e pervertite) le quali influenzano l'economia del pianeta con le crisi, i collassi produttivi ed economici, le guerre, gli attentati e spadroneggiando sul sistema monetario. Mancano quindi i tre presupposti fondamentali di cui parlavamo in cima per far collimare questo pasticcio con la sola idea primordiale di sistema capitalista.







LinkBack URL
About LinkBacks
Reply With Quote